
BIBLIOGRAFIA. Un presepio singolare, q.i., Bologna, 3-1-1948; u.m., Il Presepio ai Filippini, q.i., 6-1-1948; Iniziative della Dante. La Mostra delle Scuole nel Salone del Podestà, q.i., 1949; Tutte le arti rappresentate nella mostra della scuola, q.i., Bologna, Maggio 1949; IV Premio Suzzara. Lavoro e lavoratori nell’arte, cat. Suzzara, Tip. Samarati, 2 Settembre – 1 Ottobre 1951; T.F., Chi ha avuto ha avuto inutile chiedere troppi perché, (IV Premio Suzzara) q.i., Settembre 1951; Domenica mattina particolare del quadro di tre autori: Corrado Corazza, Toni Fertonani, Romana Spinelli (foto), q.i., Bologna, 7 agosto 1951; Una Mostra a Tolosa di artisti bolognesi, «Giornale dell’Emilia», Bologna, 1 Ottobre 1952; Romana Spinelli: Ritratto, «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 18 Dicembre 1952; C. Corazza, Studenti di Belle Arti all’Accademia e alla Galleria del Voltone, «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 1953; c.s. (C. Savonuzzi), Francesi e studenti in due rassegne a Bologna, «Giornale dell’Emilia», Bologna, 16-6-1953; c.s., La esposizione annuale degli allievi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, (sezione scultura) «Giornale dell’Emilia», Bologna, 19-6-1953; c.s., I giovani della Fuci all’Accademia di Bologna, «Giornale dell’Emilia», Bologna, 1 Settembre 1953; C. Savonuzzi, Le nove Accademie nella mostra a Milano, «Giornale dell’Emilia», Bologna, 3 Novembre 1953; c.s., Nove artisti bolognesi al premio Casalecchio 1953, «Giornale dell’Emilia», Bologna, 10 ottobre1953; R., Pittori bolognesi e veneziani al Premio Cesenatico 1954, q.i., Bologna, 1954; C.C., Il Premio Universitario O.R.U.B. Cinque pittrici al Circolo Artistico, «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 16 maggio 1954; c.s., Mostre d’arte. Cinque pittrici e due pittori a Bologna, «Il Resto del Carlino», Bologna, 16 Maggio; Al Circolo artistico cinque pittrici (Pinuccia Canzoneri, Renata Cervellati, Amabile Davalli, Rosita Mantovani, Romana Spinelli), q.i., Bologna, 1954; m.b., Il premio di pittura Cesenatico diviso fra Mandelli e De Gregorio, q.i., 17 Agosto 1954; A.B., Arti figurative al concorso opere pubbliche, «Avanti!», (17 o 27) Novembre 1954; c.s., Gli ex-voto moderni della civiltà industriale, «Giornale dell’Emilia», Bologna, 21 Novembre 1954; E. Contini, Opere di cento artisti esposte nel Salone del Podestà, La Squilla, Bologna, 17 Novembre 1954; De Vita, Rapparini, Spinelli, pieghevole, Galleria Circolo di Cultura, Bologna, 1955; c.s., Spinelli Rapparini De Vita al Circolo, «Il resto del Carlino», Bologna, (Marzo o Aprile) 1955; Luber, Romana Spinelli, Arnaldo Rapparini, Luciano De Vita, Gaetano Crespi Legorino, «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 1955; A.B., Tre giovani alla Galleria del Circolo, q.i. (o «Avanti!»), 1955; IV Premio nazionale di pittura Cesenatico. 1a Leva della giovane pittura italiana, Cesenatico, AAST, 7-23 Agosto 1955 (Casa del bosco, Paesaggio invernale); Romana Spinelli: Paesaggio (foto), «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 19 Aprile 1956; Morgan’s Paint, biennale per la pittura, la scultura e il bianco e nero, cat. a cura di A. Emiliani e L. Pancaldi, Rimini, Palazzo dell’Arengo, Pisa, Colorificio Toscano, 1957; Romana Spinelli: Fiori (foto opera esposta al Sindacato Pittori e scultori, «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 15 Novembre, 1958; Romana Spinelli: Ritratto (foto), «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 23 Settembre 1959; C., Romana Spinelli, q.i., Bologna, 4 Novembre 1959, p. 3; C.C., Prevalenti i cosiddetti motivi d’oggi nella rassegna bolognese degli artisti emiliani. Romana Spinelli: Pittura 1960 (foto), q.i., Bologna, 14 Dicembre 1960; Vice, Centosettanta artisti emiliani alla rassegna d’autunno, «Il Resto del Carlino», Bologna, Dicembre 1960; R. Tassi, Romana Spinelli, cat., Galleria del Libraio 7, Bologna, 10-20 Maggio 1961; Artisti in Galleria. Romana, q.i., Bologna, 24 Maggio 1961; Premio Sicilia Industria 1962. 1a Mostra Nazionale di Pittura, cat., a cura Sindacato Libero Arti Figurative, Palermo, G. Zangara, 1962, p. 153; R. Bacchelli, Le bolognesi, 150 fotografie di A. Masotti, pref. di M. Dursi, Bologna, Nuova Abes, 1963, p. 169; Mostra d’arte Premio di poesia Gaetano Arcangeli, pieghevole, Palazzo Re Enzo, Bologna, 10-20 Giugno 1971; R. Barilli, R. Spinelli. Il racconto della quercia, in cat. Galleria Il Cancello, Bologna, 1971, p. s.n.; E. Cesana, La comunicazione naturale, in cat., Proposte per un paesaggio. Antolini, Bellandi, Cavaliere, Collina, Dova, Ghermandi, Meloni, Spinelli, Galleria dello Scudo, Verona, 18 Marzo-8 Aprile 1972; R. Barilli, Bellombra, appunti per un paesaggio, in cat., Romana Spinelli, Galleria Stivani, Bologna, 12-30 Gennaio 1974; R. Barilli, Arduini, Bellandi, Casari, Collina, Ghermandi, Girardello, Spinelli, in cat. Studio della Quaglia, Verona, s.d. (1975); P. G. Castagnoli e R. Barilli (testo del Gennaio 1974), in cat., Romana Spinelli, Galleria Fiasella, Genova, 1-18 Febbraio 1975; G. Beringheli, Dentro e fuori il paesaggio, Il Lavoro, Genova, 4 Febbraio 1975; 1975 Aspetti della pittura bolognese moderna, Quarta esposizione, (Adriano Boni, Maurizio Bottarelli, Alberto Colliva, Piero Manai, Maurizio Montanari, Lucio Saffaro, Vincenzo Satta, Romana Spinelli, Giorgio Zucchini), cat., Galleria Il Quadrifoglio, Bologna, 1 – 24 Marzo 1975, s.n.p.; G. Bellandi, Cara Romana, in cat., Romana Spinelli, Studio della Quaglia, Verona 10 Aprile – 6 Maggio 1976; A. De Paz, Struttura e processo di una visione pittorica, in cat., Romana Spinelli, Galleria Il Cancello, Bologna, 18 Dicembre 1976; A. Bacc. (A. Baccilieri), Spinelli, Questarte n. 7 – 8, Anno II, Pescara, Luglio-Agosto, 1978, p. 14; A. De Paz, Romana Spinelli. Struttura e processo di una visione pittorica, Civiltà delle macchine n. 1-2, Anno XXVI, Roma, Gennaio-Aprile 1978, pp. 85-89; A. De Paz, Due esempi, Bologna incontri n. 3, Anno IX, Bologna, Marzo 1978, pp. 31-32; A. De Flora, in cat. Romana Spinelli, Galleria Nuova Mutina, Modena, 15 Novembre – 4 Dicembre 1980; Galleria d’arte Nuova Mutina. Romana Spinelli, Nuova Mutina n. 14-15, Anno I, Modena, Novembre 1980, p. 9; P. Riguzzi, Romana Spinelli, in cat., Studio Toni de Rossi, Verona, 21 Marzo – 10 Aprile 1981; R. Spinelli, in Romana Spinelli, Mercato del Sale, Milano, novembre 1981; S. Spinelli, in cat., Romana Spinelli, Studio Toni de Rossi, Verona, 15 Maggio – 4 Giugno 1982; G. Tudor, Romana Spinelli. Mercato del Sale/Milano, Flash Art n. 106, Milano, Dicembre 1981 – Gennaio 1982, p. 57; C. Costa, Per Romana Spinelli – ovvero La simulazione del respiro, in pieghevole Romana Spinelli Tempere 1976 – 1988, Galleria San Luca, Bologna, 21 Maggio 1988; Spinelli Romana, ad vocem, in Dizionario dei Bolognesi, fasc. 24, a cura di G. Bernabei, Bologna, Santarini, s.d. (1989-1990), p. 473; R. Palmirani, L’ex libris ieri e oggi, in cat., Ex Libris La buona Vita, a cura del Comitato ANT di Pianoro, Bologna, TipoArte Industria Grafica, 1990, pp. 8, 26-27; D. Trento, La soglia di Romana Spinelli, in cat. Romana Spinelli. Tempere 1988 – 1992, Bologna, Galleria San Luca, 27 Febbraio 1993; Luciano Bertacchini. La trama del segno Incisioni. 2009-1970 e tracce precedenti, cat. a cura di A. Baccilieri et alias, Fondazione Luciano Bertacchini, Bologna, Litodelta, 2015, p. 23.
PREMI E SEGNALAZIONI. II premio ex aequo con Luigi Barbieri, al Premio Casalecchio, 1954; Segnalata dalla Giuria, al Premio Cesenatico, 1954; Uno dei 4 secondi premi ex aequo con Luigi Barbieri, Gino Gandini e Tino Pelloni, al Premio Casalecchio, 1954; Uno dei 20 premi di 100.000 lire, al Concorso regionale per l’abbellimento del Palazzo delle Telecomunicazioni in Piazza VIII Agosto e Rassegna provinciale sindacale, 1954; Premio del Ministero Pubblica Istruzione di 50.000 lire ex aequo con Paolo Meneghesso, al IV Premio nazionale di pittura Cesenatico. 1a Leva della giovane pittura italiana, 1955; Segnalata dalla Giuria, al Premio Sicilia Industria 1962. 1a Mostra Nazionale di Pittura, 1962.
MOSTRE COLLETTIVE. Mostra del Presepio, Bologna, Chiesa dei Filippini 1948; Mostra delle Scuole, a cura della Dante, Bologna, Palazzo del Podestà, Maggio 1949; IV Premio Suzzara. Lavoro e lavoratori nell’arte, Suzzara, 2 Settembre – 1 Ottobre 1951; Esposizione annuale degli allievi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Bologna, Accademia di Belle Arti, Giugno 1952; Esposizione annuale degli allievi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Bologna, Accademia di Belle Arti, Giugno 1953; Umberto Bignardi, Anna Maria Cioni, Renata Cervellati, Lalla Farioli, Isa Gorreri, Luigi Malaguti, Anita Mangano, Germano Pessarelli, Anna Rambelli, Susanna Read, Celestino Simonini, Romana Spinelli, a cura del Consiglio Studentesco dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, Bologna, Galleria del Voltone, Palazzo Re Enzo, 10 – 19 Giugno 1953; Mostra di Pittura e Bianco e Nero Premio Casalecchio 1953, Casalecchio di Reno, Albergo Pedretti, 8-18 Ottobre 1953 (A Casalecchio, Case presso il fiume); III Mostra nazionale delle Accademie di Belle Arti, Milano, Palazzo della Permanente, Novembre 1953; Premio Universitario O.R.U.B. Cinque pittrici al Circolo Artistico, Bologna, Circolo Artistico, 16 Maggio 1954; Concorso regionale per l’abbellimento del Palazzo delle Telecomunicazioni in Piazza VIII Agosto e Rassegna provinciale sindacale, Bologna, Salone del Podestà, Novembre 1954; Premio Casalecchio, III edizione, Casalecchio di Reno, 1954; Premio Città di Cervia, Cervia, 1954; Mostra di pittori bolognesi dell’USAIBA di Bari, Bari, Castello Svevo, 1954; Premio Cesenatico, III edizione, Cesenatico, 1954; De Vita, Rapparini, Spinelli, Bologna, Galleria Circolo di Cultura, 19 Marzo – 3 Aprile, 1955 (Paesaggio, Collina, Paesaggio invernale, S. Michele in Bosco, Paesaggio invernale 2, Paesaggio d’autunno, S. Michele in Bosco d’autunno, Strada in collina, Paesaggio d’autunno 2); IV Premio nazionale di pittura Cesenatico. 1a Leva della giovane pittura italiana, Cesenatico, 7 – 23 Agosto 1955 (Casa del bosco, Paesaggio invernale); Nove pittori, Bologna, Galleria Circolo di Cultura, Aprile 1956; Premio Morgan’s Paint, Rimini (Lubiana), Agosto – 15 Settembre 1957; Mostra del Sindacato Pittori e scultori, Bologna, Palazzo del Podestà, Novembre, 1958 (Fiori); Premio città di San Marino, San Marino, Palazzo del Turismo, 1959; Mostra d’Autunno del Sindacato Pittori, Bologna, Palazzo del Podestà, Dicembre 1960 (Pittura 1960); Premio Sicilia Industria 1962. 1a Mostra Nazionale di Pittura, Palermo, 1962 (Qualcosa risplende, Prima del giorno); Mostra d’arte Premio di poesia Gaetano Arcangeli, Bologna, Palazzo Re Enzo, 10-20 Giugno 1971; Adriano Boni, Giovanni Ciangottini, Alberto Colliva, Erminio Segatta, Romana Spinelli, Bologna, Galleria Il Cancello, 13 Maggio 1972; Proposte per un paesaggio. Antolini, Bellandi, Cavaliere, Collina, Dova, Ghermandi, Meloni, Spinelli, pres. di E. Cesana, Verona, Galleria dello Scudo, 18 Marzo – 8 Aprile, 1972; Arduini, Bellandi, Casari, Collina, Ghermandi, Girardello, Spinelli, (pres. R. Barilli gennaio 1974), Verona, Studio della Quaglia, 1975; Aspetti della pittura bolognese moderna, Quarta esposizione, (Adriano Boni, Maurizio Bottarelli, Alberto Colliva, Piero Manai, Maurizio Montanari, Lucio Saffaro, Vincenzo Satta, Romana Spinelli, Giorgio Zucchini), Bologna, Galleria Il Quadrifoglio, 1 – 24 Marzo 1975; …ex natura. (Antolini, Becciani, Bentivoglio, Binga, Bini, Carretta, Favi, Fusi, Gallingani, Gori, Guerresi, Magnolfi, Miccini, Sani, Schödl, Spinelli, Vannozzi, Viti), pres. di A. Flora, Bologna, Galleria Asinelli, 4 Giugno 1979; Ex libris La buona vita, pres. di R. Palmirani, a cura del Comitato ANT di Pianoro Bologna, Dicembre 1990 (L’albero della vita, Tramonto); Badini, Borrini, Bravi, Bucciarelli, Bulli, Brandolini d’Adda, Carbone, Carciosi, Correggiari, Del Franco, de Tora, Fomez, Fanna, Roncoroni, Fedi, Ferrari, Gini, Gori, Nava, Pacus, Tartarini, Saluzzo, Spinelli, Spinoccia (Galleria Avida Dollars, Milano), Bologna Arte Fiera, Pad. 34, Stand B39, 28 – 31 Gennaio 1994.
Il suo olio su tavola Paesaggio in rosso (50,5 x 60,5) del 1959, è stato acquistato dal Mambo (Museo di Arte Moderna di Bologna) nel 1961.
MOSTRE PERSONALI
Bologna, Galleria del Libraio 7, presentazione di R. Tassi, 10-20 Maggio 1961;
Bologna, Galleria Il Cancello, Il racconto della quercia, presentazione di R. Barilli. 4 Dicembre 1971;
Bologna, Galleria Stivani, Bellombra. Appunti per un paesaggio, presentazione di R. Barilli,12-30 Gennaio 1974;
Genova, Galleria Fiasella, presentazione di P. G. Castagnoli e R. Barilli, 1-18 Febbraio 1975;
Bologna, Galleria Il Cancello, Struttura e processo di una visione pittorica, presentazione di A. De Paz,
18 Dicembre 1976;
Verona, Studio della Quaglia, presentazione di G. Bellandi, 10 Aprile-6 Maggio 1976;
Bologna, Galleria Asinelli, 6 Maggio 1978;
Modena, Galleria Nuova Mutina, presentazione di A. De Flora, 15 Novembre – 4 Dicembre 1980;
Bari, Expo-Arte, sala personale Pad. 9, Stand 84-85-86, 25-30 Marzo 1980;
Verona, Studio Toni de Rossi, presentazione di P. Riguzzi, 21 Marzo-10 Aprile 1981;
Milano, Mercato del Sale, autopresentazione, Novembre 1981;
Verona, Studio Toni de Rossi, presentazione di S. Spinelli, 15 Maggio-4 Giugno 1982;
Milano, Galleria Avida Dollars, Tempere 1976-‘86, 25 Marzo 1986;
Bologna, Galleria San Luca, Tempere 1976-1988, presentazione di C. Costa, 21 Maggio 1988;
Bologna, Galleria San Luca, 19 Dicembre 1992;
Bologna, Galleria San Luca, Tempere 1988-1992, La soglia di Romana Spinelli, presentazione di D. Trento, 27 Febbraio 1993;
I testi introduttivi alle mostre personali sono nell’ordine di:
Roberto Tassi, Renato Barilli, Giovanni Castagnoli, Giorgio Bellandi, Alberta De Flora, Alfredo De Paz, Patrizia Riguzzi, Stelio Spinelli, Corrado Costa, Dario Trento.
Inoltre hanno scritto di lei:
Francesco Arcangeli, Dede Auregli, Adriano Baccilieri, Germano Beringheli, Renzo Biason, Flavio Caroli, Corrado Corazza, Eligio Cesena, Arrigo Grazia, Giorgio Ruggeri, Marcello Venturoli, G.L. Verzellesi, Luciano Vincenti, Giovanni Vincitorio.
FLORILEGIO CRITICO
La direzione espressiva della giovane pittrice Spinelli, lascia intravedere una volontà costruttiva, una visione più chiara e più moderna della realtà, ove il colore armonizzato in contrappunti trova la forma e lo spazio. La Spinelli sa costruire al di fuori delle correnti cosmopolite una visione di prospettiva che nasce da un meditato rapporto con la realtà. A.B., Marzo-Aprile 1955
…quando rifà infinite volte sulla matrice della sua straordinaria qualità artigiana di pittrice e disegnatrice i visi e gli alberi che non somigliano a nessuno e mostrano una natura indifesa e dolente senza chiedere nulla e senza sperare nulla. Le vengono così: Lei è così: non parla neppure ma dopo dovete riflettere a ciò che ha detto. C., 4 Novembre 1959
Il movimento più evidente è nel senso di una forza liberata, per una padronanza più sicura del proprio mondo spirituale: l’immagine naturalistica è diventata più fonda e abbandonata, più drammatica; si è complicata di una partecipazione interna che dispiega i fatti privati anelanti a toccare l’universale. Incisure vibranti solcano la materia e l’arricchiscono, ombre come specchi di acque cupe o squarci di cieli serali si aprono nell’intrico fitto della vegetazione, nell’impasto terroso di una collina; o un trascorrere malinconico e doloroso dei riflessi di un rosso opaco, avaro, dilaga su tutta l’immagine, se ne fa intrinseca sostanza espressiva. Roberto Tassi, Maggio 1961
Forse è un’associazione del tutto aberrante, ma non posso fare a meno di ricordare, davanti a ognuno di questi dipinti, il nome di Egon Schiele: specialista, come tutti sanno, nella trattazione del corpo umano, ma portato, con inarcamenti artificiodi e sofisticati, a esprimere una spinta tremenda verso la fusione del cosmo. La Spinelli sta dentro al tema apparentemente innocente e innocuo della natura, ma lo trasforma in un groviglio di contorcimenti, di incastri ugualmente fitti ed esasperati. Si aggiunga una certa consonanza di tavolozze, tenute in entrambi i casi sui bruni, con punte acri di rosso e di verde. Del resto, una legge di tutto quel periodo fu la metamorfosi, il passaggio continuo da un regno naturale all’altro; e se i corpi di Schiele tendono alla condizione del frutto di natura, la vegetazione della Spinelli tende per parte sua a quella dei corpi organici o artificiali: diviene simile a un prezioso tessuto arabescato, entro le cui pieghe sembra agitarsi un animale dalla vita espansa. Renato Barilli, Dicembre 1971
L’attenzione lenticolare e millimetrica al dato di natura – al racconto della quercia, per usare le parole dell’artista – si è fatta se possibile ancor più fitta e parossistica. Ma da un’altra parte sono divenute più nette ed evidenti quelle cesure, quelle pause di bianco, di vuoto, di silenzio… Molto spesso i bianchi non intervengono soltanto nella forma piuttosto facile e ovvia del non-finito, come porzioni di tela lasciate scoperte: l’artista, più sottilmente, si vale di essi come partiture ideali, pennelli luminosi, filettature dardeggianti, per rilevare assi di simmetria, faglie geologiche, stratificazioni… Ma nello stesso tempo la sensazione arcana di lontananza, di distacco, di fragilità conferita da quei segni di una frantumazione, già avvenuta o che potrà avvenire, e che danno all’epidermide fenomenica una consistenza precaria, magicamente sospesa. Renato Barilli, Gennaio 1974
Nella memoria, il ricordo del paesaggio convive con le sedimentazioni della più vasta cultura visiva dell’artista, al già visto in natura si aggiunge il già visto nell’arte, l’una immagine agisce sull’altra: ad un giardino bolognese, ad un tratto d’appennino emiliano si collega la visione di un paesaggio preraffaellita, di un arabesco jugendtstil, di un fiore di Hiroshige, di un manga di Hokusai, di una collina di Vuillard. All’osservazione si sostituisce così un più complesso sentimento del paesaggio in cui natura e cultura collimano; quand’esso si traduce in una nuova immagine e l’intelligenza formale dell’artista gli da regola, lo compone, lo organizza nel dominio dell’artificiale, ne fa un appunto, il segno dell’avvenuta fusione non va perduto, il sentimento seguita ad agire nel clima di magica distanza temporale delle forme e lo alimenta col tocco della poesia. Pier Giovanni Castagnoli, Febbraio 1975
La Spinelli sembra voler cogliere attraverso questi suoi lavori le leggi strutturali di ogni vegetazione possibile, le invarianti su cui potranno prendere forma reale le infinite dimensioni poeticamente significative del paesaggio naturale. In queste opere la pluie du pinceau (per dirla con Jacques Lacan) viene così a comporre queste trame, queste strutture profonde di vegetazioni reali e/o possibili, queste specie di elettrovegetogrammi di datità presenti in natura, nella natura conosciuta dall’uomo. Alfredo De Paz, Dicembre 1976
Tre tipi di stesura sono ora separati, ora congiunti. Una pennellata larga e precisa a costituire l’immagine il cui referente è definito (oggetti di vita minuta e quotidiana innestati in un contesto naturale; vedute di interni; vedute di facciate…). Una pennellata rapida, verticale, a colori alterni, a costituire il groviglio della natura. Una terza famiglia di segni aggrovigliati e sovrapposti che danno vita a un conglomerato di colori ormai privi di referente oggettuale; in questa materia, l’autrice scava spesso i suoi segni in una traccia graffita. Giorgio Tudor, Dicembre 1981
…sopra a tutto i silenzi le pause di bianco di vuoto o sono quei segni che richiamano alla mente i graffiti preistorici segni spesso indecifrabili perché consunti dal tempo misteriosi perché sepolti dai colori appena intravedibili figure archeologiche antiche testimonianze immerse nel tempo sepolte e anche di fronte a questi segni si prova un non so che come di vertigine perché si sentono i i grandi spazi le lontananze che si elevano improvvise davanti a noi… Stelio Spinelli, Maggio 1982
Vedo con piacere che nell’antologia critica, che si è formata sul lavoro di Romana Spinelli, si ritorna a parlare degli attributi antropomorfi del paesaggio, della pittura e della rappresentazione
Il volto del paesaggio
la pelle più sottile delle cose
lo scheletro di un edificio
la carne del mondo
Corrado Costa, Maggio 1988
Romana Spinelli appartiene alla generazione per la quale la pittura non ha più potuto contenere la realtà in forme equivalenti. è la generazione che, dopo l’informale, si è trovata a contemperare un rapporto istintuale e originario con la materia alla necessità di reintrodurre elementi di separazione e distinzione.
… Nel lavoro dell’artista, tuttavia, la natura resta alterità invincibile. La griglia al tempo stesso sapiente e fragile, della sua figurazione rimane sospesa nell’ambivalenza, punto di equilibrio precario, tracciato di emozioni e di esperienza sospeso fra il tutto a fuoco del centro e la perdita delle coordinate intorno. Dario Trento, Febbraio 1993